La terra che verrà. Le BCC, energia per le comunità” è stato il tema al centro della Assemblea annuale di Federcasse (l’Associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen).

Come consuetudine nelle ultime edizioni dell’Assemblea Federcasse, i lavori sono stati introdotti da una “Lectio Cooperativa”, affidata quest’anno alla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti e che ha avuto per tema “Genere, Generazioni e Cooperazione”.

Alla Assemblea sono altresì intervenuti il Presidente della Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli e il Presidente della Confederazione delle Cooperative Italiane Maurizio Gardini.

LA “LECTIO COOPERATIVA” DELLA MINISTRA BONETTI

Nella sua “Lectio Cooperativa”, la Ministra Bonetti ha sottolineato come nella attuale fase di incertezza, economica sociale e di prospettive per il sistema Paese, sia necessario attivare un nuovo “convincimento comunitario” per ridare fiducia e speranza. Una prospettiva nella quale la cooperazione – ha detto la Ministra – si pone a pieno titolo. Perché facilita “connessioni” in una logica di “corresponsabiltà”. Ed ha dalla sua una ineguagliabile capacità di interpretare, in una chiave di prossimità, i bisogni dei territori.

La Ministra ha, a questo proposito, ricordato il grande valore che assume l’art.45 della Costituzione che “riconosce” la funzione sociale della cooperazione senza fini di speculazione privata, il segno della valorizzazione di una esperienza sociale già presente nel tessuto sociale profondo del Paese e che – a maggior ragione oggi – deve poter tornare a dispiegare tutte le sue potenzialità nel contesto di una più generale “visione” di sistema Paese in chiave generativa.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELL’ERBA

“Le Banche di Credito Cooperativo – ha detto il presidente dell’Erba – svolgono una funzione di “motore” nelle comunità. Da un lato, danno energia ai progetti delle imprese e delle famiglie, favorendo l’inclusione. Dall’altro, promuovono il ben-vivere”. 

Le Banche di comunità anche negli ultimi due anni segnati dalla pandemia hanno confermato la propria vocazione anticiclica a sostegno delle famiglie e delle piccole e medie imprese, accrescendo le quote di mercato nel credito, migliorando considerevolmente la qualità delle esposizionirafforzando ulteriormente la propria solidità patrimoniale.

Dopo aver dato anche nel corso della crisi sanitaria un contributo significativo all’attuazione delle principali misure pubbliche a sostegno del reddito e della liquidità per imprese e famiglie, oggi chiedono ai legislatori europei misure proporzionali e adeguate alla peculiare natura mutualistica e alla propria funzione tipica.

IL CONTRIBUTO DELLE BCC AL PAESE. LAVORO, RISTORO DEI REDDITI, INVESTIMENTI

  • Il supporto delle BCC a famiglie e imprese nei territori non è venuto meno neanche negli ultimi due anni segnati dalla pandemia.
  • Le BCC evidenziano coefficienti di capitale superiori alla media dell’industria bancaria (italiana ed europea), qualità degli attivi allineati alle migliori performance e una quota di impieghi indicizzati significativamente superiore alla media dell’industria bancaria (il 65 per cento contro il 48 per cento).
  • Il numero di Comuni in cui le BCC operano come unica presenza bancaria è progressivamente cresciuto negli ultimi anni, fino a raggiungere “quota” 695 a marzo 2022.
  • Dall’inizio della pandemia gli impieghi lordi complessivamente erogati dalle BCC sono cresciuti il triplo rispetto alla media dell’industria bancaria (9% rispetto al 3% superando a marzo quota 140 miliardi di euro).
  • il 40% di tali impieghi, pari a circa 55 miliardi di euro, sono stati erogati dalle BCC alle famiglie e sono cresciuti ad un ritmo doppio rispetto alle altre banche (+ 12% per le BCC, +6% il resto dell’industria bancaria).
  • Oltre 79 miliardi di euro, il 57% del totale dei crediti, sono stati erogati al settore produttivo. L’attività di finanziamento alle imprese da parte delle BCC ha fatto registrare nell’intero biennio pandemico un ritmo di crescita (pari al 7%) costantemente superiore rispetto al mercato (3%) ed è proseguito anche nei mesi più recenti.
  • Le BCC confermano quote di mercato tra un quarto e un quinto in settori di elezione come agricoltura, turismo, manifattura e artigianato.
  • Dall’inizio della pandemia, la riduzione dei crediti in sofferenza è stata per le BCC del 47%, più intensa rispetto all’industria bancaria (-41%): Per le famiglie – 37% rispetto al -10% dell’industria.
  • Il rapporto sofferenze/impieghi, dimezzato negli ultimi ventiquattro mesi, è pari al 2,7%, sostanzialmente allineato al dato di sistema ed inferiore con riferimento ai settori d’elezione.
  • La raccolta da clientela delle BCC ha supera a marzo 2022 i 193 miliardi di euro e presenta una crescita del 18% nell’ultimo biennio (+9% il mercato nazionale).
  • Alla chiusura del Bilancio 2021 si registra un utile netto aggregato in forte crescita rispetto al 2020 (oltre 800 milioni di euro+ 38,1% rispetto al 2020.
  • Il Cet1 Ratio delle BCC è del 21,5%, significativamente superiore sia a quello delle banche significative (15,3%) sia a quello rilevato per le banche meno significative (17,9%).
  • Il Tier1 Ratio delle BCC è del 21,7%  e il Total Capital Ratio al 22,5%. Analogo sensibile rafforzamento non si è rilevato né per le banche significative né per l’insieme delle banche classificate quali meno significative.
  • Le Giovani Socie e i Giovani Soci under 35 nelle BCC sono oltre 80 milaLa percentuale di donne nei consigli di amministrazione delle BCC è più che raddoppiata nel decennio 2011-2021, dall’8% al 17%.

IL MODELLO DI BUSINESS DELLE BCC: EFFICACE E CHIAVE DI SUCCESSO

  • Sono punti di forza del modello di business “resiliente” delle BCC un quadro giuridico “unico, prezioso ed efficace”, una “funzione tipica” riconoscibile da soci, clienti, portatori di interesse, capacità di rispondere alle esigenze di famiglie ed imprese (qualità della relazione e conoscenza dei territori).
  • Nuove opportunità di posizionamento e di business si aprono in ambiti nei quali offrire risposte cooperative può fare la differenza:
    • l’accompagnamento alle imprese socie e clienti, soprattutto le PMI, nella transizione ESG e nel necessario processo di accreditamento (rating ESG);
    •  l’acquisto dell’energia in forma consortile per ottenere condizioni migliori a vantaggio delle BCC e delle imprese socie e clienti;
    • la promozione di comunità energetiche;
    • il potenziamento dei servizi di efficientamento energetico e la spinta alla mobilità sostenibile;
    • il welfare aziendale e territoriale;
    • i servizi offerti dalle Associazioni mutualistiche per l’assistenza sanitaria, quella sociale alla famiglia, le attività culturali, di formazione, ricreative.
  • Sul fronte energetico, il Credito Cooperativo sta già dando e potrà dare un contributo rilevante in termini di decarbonizzazione, protagonismo delle comunità, valorizzazione della logica mutualisticacontributo alla sovranità energeticarisparmio di costi.
  • I consorziati a BCC Energia – 118 BCC, 11 Federazioni e 9 società ed enti del Credito Cooperativo – e 132 imprese clienti, nel 2021 hanno potuto beneficiare di un risparmio di circa 9 milioni di euro sul prezzo medio dell’energia grazie alla rinegoziazione dei contratti di fornitura.
  • Le 50 Associazioni Mutualistiche già costituite su iniziativa delle BCC (cui si aggiungono le 24 in via di costituzione) hanno offerto prodotti e servizi ad oltre 122 mila assistiti erogando prestazioni sanitarie e non sanitarie per un valore superiore a 7,4 milioni di euro a favore dei soci.
  • Piani strategici 2022-2025 presentati dalle Capogruppo Iccrea e Cassa Centrale puntano  – oltre che sull’ulteriore miglioramento della qualità del credito, della profittabilità, dei coefficienti di capitale – al potenziamento del servizio alle BCC, ad accompagnare le banche e le imprese socie e clienti nel percorso di innovazione digitale che non potrà che essere originale (intrecciando la prossimità fisica e la “prossimità a distanza”) e in quello di adeguamento ai fattori ESG.

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