Il sistema del Credito Cooperativo mostra un consistente e persistente vantaggio rispetto alle altre banche, in termini di efficienza.

È quanto emerge dal Rapporto sull’attività delle Banche di Credito Cooperativo nel quinquennio 2018-2022, realizzato dal Centro di Ricerca sul Credito Cooperativo (CRCC) – istituito presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – e presentato nel corso del convegno organizzato dalla Federazione BCC Lazio Umbria Sardegna, il 21 marzo a Roma.

L’analisi ha lo scopo di osservare il livello di efficienza delle banche italiane cercando di individuare i soggetti particolarmente virtuosi e le loro caratteristiche, e indagando quali sono le principali leve su cui i manager possono agire per incrementare il livello di efficienza.

I PRINCIPALI RISULTATI DEL RAPPORTO

Le Banche di Credito Cooperativo – è una delle principali evidenze – presentano livelli di efficienza decisamente superiori a quelli delle altre banche, probabilmente riconducibili alla loro struttura organizzativa più agile e flessibile rispetto alle banche di grandi dimensioni (con evidente impatto sui costi).

A parità di incremento del ROE (Return On Equity), le BCC traggono maggiore beneficio in termini di efficienza rispetto alle altre banche. Inoltre, la maggiore dotazione patrimoniale produce un beneficio proporzionalmente superiore sull’efficienza delle BCC rispetto a quello del resto dell’industria bancaria. C’è di più, le BCC  si confermano le banche che affidano più di tutti i settori ad alta concentrazione di lavoro.

Negli ultimi anni le BCC, nonostante una fase storica di particolare complessità, spiega il rapporto, hanno saputo adattarsi e reagire in maniera “adeguata”: in particolare, la quota degli sportelli sul totale del sistema bancario è cresciuta dal 14% del 2013 al 19,6% del 2022, quella dei dipendenti, dal 10,2% al 10,7%; e il numero dei soci è cresciuto del 20% dal 2013 a oggi, raggiungendo quota 1,4 milioni.

Nel quinquennio 2016-2022, secondo il rapporto, la quota di depositi della clientela delle bcc è cresciuta dall’8,89% al 9,82% dei depositi del sistema bancario italiano. Per quanto riguarda i finanziamenti a famiglie e imprese, nel periodo considerato, il peso del credito cooperativo è in ascesa, dall’8,62% al 9,59%, con le quote maggiori fatte registrare dalle microimprese, passate dal 19,32% al 21,3%, con una percentuale doppia rispetto a quella delle imprese (10,5%), a conferma del ruolo di prossimità esercitato dal credito cooperativo.

I TRATTI DISTINTIVI DEL CREDITO COOPERATIVO

“È necessario recuperare il valore della biodiversità economico finanziaria, la coesistenza di diverse e alternative forme di impresa e banca”.

A presentare la ricerca è stata Elena Beccalli, Preside della Facoltà di Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Direttore del Centro di Ricerca sul Credito Cooperativo. Di seguito i punti principali della sua presentazione:

BIODIVERSITÀ E COOPERAZIONE

Il carattere mutualistico e comunitario del Credito Cooperativo è all’essenza della biodiversità del sistema bancario nel suo insieme, da intendersi come presenza di una varietà di operatori con una diversità e ricchezza di caratteristiche in termini di dimensioni, modello di business, complessità operativa e finalità imprenditoriale. Il Credito Cooperativo è «in cammino» per interpretare in maniera nuova e originale gli aspetti identitari nel nuovo assetto dei gruppi bancari cooperativi e nel contesto della transizione digitale.

CREDITO COOPERATIVO, DISUGUAGLIANZE E SVILUPPO DELLE COMUNITÀ

Diverse evidenze empiriche mostrano un ruolo positivo del Credito Cooperativo nel ridurre le disuguaglianze di reddito e nel favorire lo sviluppo delle comunità locali. Le BCC sembrano avere un ruolo rilevante nella nascita di nuove imprese dove la presenza di imprese è bassa e una funzione rilevante nel sostenere imprese e famiglie nelle aree più avanzate.

CREDITO COOPERATIVO E SOSTENIBILITÀ SOCIALE

Si dimentica spesso che l’attività bancaria, attraverso la sua funzione di erogazione del credito, è al servizio, oltre che del sistema economico, anche del tessuto sociale. La sostenibilità sociale è connaturata nel Credito Cooperativo. Non si limita la funzione sociale al solo soddisfacimento dei bisogni degli associati. Anzi, chiama a diffondere il benessere raggiunto dagli associati con la distribuzione dei risultati economici al territorio di appartenenza.

BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO E CREDITO DI RELAZIONE

Connaturato sin dalle origini alle BCC è l’esercizio del “credito di relazione” (relationship banking nella letteratura anglosassone), che le qualifica e contraddistingue rispetto alle banche tradizionali e favorisce una relazione d’elezione con il territorio, o meglio le comunità, di riferimento. Tale tratto è talmente fondativo da aver portato alla formulazione nella letteratura bancaria del cosiddetto “paradigma convenzionale”: le piccole banche con forti relazioni con il territorio e le comunità sono in condizione di meglio finanziare PMI facendo affidamento sulla soft information nel credito di relazione. I tratti fondativi delle BCC assumono un ruolo e una funzione strategici in contesti dove il tessuto produttivo è formato in larga parte da piccole e medie imprese e microimprese. Le BCC sono gli interlocutori privilegiati di tali imprese.

PRESUPPOSTO: LA PROSSIMITÀ

Presupposto naturale del credito di relazione è la prossimità, ossia la vicinanza geografica e la forte relazione con il territorio di riferimento, che torna ad essere considerata positivamente in quanto fattore in grado di favorire stabilità, inclusione finanziaria e coesione sociale. Una dimensione particolarmente rilevate della prossimità riguarda il beneficio in termini di riduzione delle barriere all’accesso al credito per le imprese, specie se di piccole dimensioni.

IL RUOLO DELLA PROSSIMITÀ

La vicinanza per le imprese ad una filiale di BCC facilita l’accesso al credito bancario, in particolare per quanto riguarda il credito a lungo termine (tipologia di credito a cui è più difficile accedere). Tale effetto è anche più forte quando le imprese operano in prossimità solo di una filiale di BCC che rappresenta quindi l’unica possibile controparte: ciò accade per circa 15mila imprese localizzate in 1700 comuni.

PROSSIMITÀ E DIGITALIZZAZIONE

I vantaggi attribuibili alla prossimità permangono anche in province altamente digitalizzate. Le BCC sono da sempre portatrici di un bene immateriale oggi assai scarso, la fiducia. Proprio in virtù di questo bene, se realizzeranno i necessari ingenti investimenti tecnologici e la ricomposizione del personale, saranno loro per prime in grado di trarre significativi benefici della digitalizzazione e ne gioveranno anche i loro clienti. E’ su questa fiducia dei clienti, spesso soci, nei confronti delle BCC che si deve innestare l’innovazione digitale delle BCC, ben contemperando il canale fisico con quello tecnologico. La relazione a distanza mediata dal digitale non è in sostituzione ma in arricchimento.